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Giuseppe Tornatore incontra il “suo” liceo

di Mimmo Aiello

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Quando i bagheresi hanno appreso che Giuseppe Tornatore avrebbe realizzato un film sulla sua città e usato come set le strade e le case di Bagheria, sono entrati in agitazione. Tanti speravano di partecipare come comparse, o come attori, altri volevano curiosare sul set e tutti volevamo essere presenti all’evento.

Il set di un film a Bagheria non è una novità. Qui hanno girato molti registi: tra i più noti Alberto Lattuada e Michelangelo Antonioni, Sergio Corbucci e Pier Paolo Pasolini, Giuseppe Ferrara, Francesco Rosi, recentemente Roberto Benigni, Emidio Greco, Roberto Faenza, Marco Bellocchio… e nel lontano 1972 anche Dacia Maraini realizzò qui l’unico suo film. Lo stesso Tornatore girò i suoi primi ciak in Piazza Madrice, come regista della seconda unità di Cento giorni a Palermo nel 1982 ma Baarìa è altra cosa.

Tornatore nel nuovo film avrebbe raccontato la città, la gente, i sogni della Baarìa: tutti abbiamo percepito la straordinarietà dell’evento, forse irripetibile, che si stava sviluppando nei lunghi mesi della lavorazione.

Le ragazze e i ragazzi del Liceo si sono sentiti coinvolti ed emozionati sin dal primo ciak e poi provini, selezioni, ressa intorno al set. Alcuni hanno fatto le comparse e persino fin dentro la scuola la produzione è venuta a cercare qualche volto particolare.

Durante il periodo delle riprese bagheresi , nel baglio di palazzo Corselli, mentre provavano la sequenza del primo ballo tra Peppino e Mannina, Peppuccio mi disse che l’indomani avrebbero girato a Sant’Elia e che avrei potuto portare la classe ( la terza C del 2007/08 ) per assistere alle riprese visto che noi al Liceo studiavamo storia del cinema e che già la classe conosceva i suoi film precedenti. Così un gruppo di liceali trascorse una bellissima mattinata assistendo al lavoro del regista e della sua troupe : adesso lo sappiamo realizzavano la scena della gita in carrozza verso la chiesetta con i dipinti di Guttuso.

Intorno alla splendida casetta bianca protesa sul mare c’era un immenso blue-screen e decine di comparse abbanniavano mentre la carrozza portava Mannina Torrenova e i suoi figli a vedere il piccolo Peppino, con la sua mitica vacca pezzata, raffigurato fra gli Apostoli e Gesù.

E gli altri liceali? Mi tinniro a martieddu per due anni: dov’è? Chi fa? Finiu? Un finiu? Fino alla settimana di Aspettando Baarìa e all’anteprima bagherese.

Biagio Sergio Martorana, nostro collega e assessore alla Cultura aveva parlato con Tornatore di una sua visita al Liceo Classico Francesco Scaduto, dove aveva studiato, ma la possibilità di realizzare l’incontro si concretizza, siamo nel settembre del 2009, in occasione dell’inaugurazione, a Villa Cattolica, della Mostra delle foto del backstage del film e di alcuni straordinari manufatti provenienti dal set tunisino.

In quell’occasione Peppuccio mi conferma la volontà di incontrare il popolo del liceo ma di non potere conoscere l’ora della visita a causa dei mille chiffari di quei giorni.

A scuola ci prepariamo all’evento, ma alcuni pessimisti sono convinti che non verrà : per sì e per no agli allievi non si dice nulla, anche per evitare delusioni, e aspettiamo…e guardiamo il cielo che si fa nero nero … e dove ci mettiamo? Fuori in cavea? O nna palestra? E comu ci vannu tutti i picciotti?

Verso le undici il cielo si rischiara, l ‘assessore mi fa uno squillo, il preside Mimmo Figà fa suonare la sirena dell’evacuazione e i liceali vanno in cavea convinti che si tratti della solita noiosa esercitazione.

Mentre sono tutti lì a chiedersi ma chi sta succiriennu? compare Peppuccio sugli alti gradini della cavea e un applauso formidabile insieme ad una ondata di gioia ed entusiasmo esplode dai mille studenti.

Tutti si sentivano tre chilometri sopra il cielo:l’effetto sorpresa ha moltiplicato gli applausi che in quell’istante testimoniano l’affetto e l’ammirazione dei giovani per Peppuccio, maestro dal talento straordinario e famoso in tutto il mondo, che era lì, a due passi, che veniva a trovarli e a parlare con loro, con noi tutti, in cavea, come per le assemblee. Da non crederci! Invece era vero!

Tanti pubblici di tutto il mondo hanno tributato applausi e ammirazione al regista bagherese per il suo lavoro ma quei mille giovani sono baarioti; adesso anche i ragazzi dei paesi vicini sono tutti baarioti e si sentono compagni di Peppuccio che ha frequentato la loro stessa scuola, che ha giocato nella stessa palestra, che ha anche scansato interrogazioni e sbirciato versioni proprio come loro e glielo fanno capire con un empatia positiva che Peppuccio sente e che lo commuove. Risponde con un sorriso felice a quell’anello di fan che lo circonda da ogni parte.

Ci sono emozioni che non si possono descrivere, e io manco ci provo, ma chi era presente sa bene che posto dare, nella scala dei momenti buoni, all’incontro tra Peppuccio e i ragazzi del Liceo Classico.

Possiamo però descrivere come è andata: Angela Ducato e Francesco Dolce, responsabili della segreteria Studenti, preparano il certificato e il giudizio della Maturità liceale : Liceo-Ginnasio Francesco Scaduto, via Dante n. 22, Bagheria, luglio 1976, classe Terza A, alunno Tornatore Salvatore Giuseppe, nato a Bagheria il 27 maggio del 1956. . .

Così, dopo oltre trent’anni, il dirigente scolastico Domenico Figà consegna al Maestro Giuseppe Tornatore i documenti originali. leggendo il giudizio della Commissione, soprattutto perché, dice Figà, ogni tanto i professori valutano bene gli allievi: infatti nel giudizio, oltre al 60 (ma nel 1976 era il massimo dei voti!) avevano scritto che “il candidato poteva riuscire bene in tutti i campi”. Peppuccio ascolta emozionato e visibilmente contento ringrazia tutti parlando dei suoi anni da studente e invitando a studiare con grande impegno e a divertirsi nello stesso tempo perché gli anni del Liceo sono stimolanti, creativi, gioiosi.

L’ applauso più caloroso scoppia quando racconta del suo incidente scolastico: in quinta ginnasiale, preso da problemi personali, studiò picca e nienti propria tranne italiano e matematica, le sue materie preferite. I professori lo convocano e lo informano dello loro decisione di rimandarlo in quattro materie, sperando nelle sue qualità di recupero. Tornatore invece, sorprendendoli, risponde che preferisce essere bocciato e ripetere l’anno. Ai ragazzi dice :”che il Liceo mi piaceva così tanto che ci rimase sei anni invece che cinque!” Tra l’altro facendo tante altre cose belle ma quella è un’altra storia, come diceva il barista filosofo del film Irma la dolce di Wilder, e un’altra volta la racconterò.

Infine risponde ad un sacco di domande dei ragazzi sul futuro di Bagheria, sulla possibilità di lavoro nel mondo dello spettacolo e del cinema: invita a meditare bene tali scelte e a decidere solo a condizione di sentire quasi una vocazione per una vita che è fatta di impegni, sacrifici, studi e passione. Alla fine dopo un immancabile bagno di folla, autografi e fotografie lo accompagniamo alla macchina, insieme a sua sorella Daniela, giornalista, perché lo aspettano al TGS per una intervista.

Grazie Peppuccio, ad maiora e alla prossima.

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